Alessia Colognesi photography

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01 settembre 2007

inaugurazione della prima mostra fotografica

L'inaugurazione della mia prima mostra fotografica, intitolata In Absentia avverrà il giorno 14 settembre 2007 alle ore 18.30 presso la libreria Mondadori di via Trotti 58 - Alessandria

Com'è nata in absentia?

Quando l'inverno scorso Davide (Minetti) ed io parlavamo di foto, l'idea di una mostra sembrava azzardata e bellissima.
Si parlava però, avendo davanti singoli scatti slegati completamente l'uno dall'altro e questo non aiutava certamente. Iniziai verso febbraio-marzo un racconto (autoconclusivo) che parlava dell'assenza della persona amata dalla protagonista. In quel momento iniziai contemporaneamente a lavorare ad una serie di fotografie legate a questo tema. Li nacquero le prime fotografie scarne, studiate e soprattutto che ritraevano me.
Quando rividi Davide lo misi a parte del mio nuovo progetto e lui, sempre con quei suoi modi carini mi disse di continuare.
A fine aprile avevo in mano una serie di trenta fotografie ed una storia conclusa in mano, in quel momento ho capito che, se volevo davvero fare un'esposizione, era con quel materiale che dovevo presentarmi. Conobbi solo a maggio Enzo Macri e dopo aver visionato le foto, disse che era disposto a concedermi lo spazio per esporre.

 

Ma in pratica cos'è in absentia?

L'assenza di:....
Quell'assenza che resta dentro le ossa sempre, quel vuoto che si crea intorno a noi quando ci separiamo da qualcuno che abbiamo amato. Ci sono vari tipi di assenze, quando andrete a vedere in absentia, scegliete quella che vi sembra più adatta al caso vostro; io del resto, ho scelto la mia.
Semplicemente, è un viaggio nella vita di qualcuno che ha perso qualcosa.

 

Cosa devo aspettarmi?

A questa domanda io non so rispondere. Non so quali aspettative si potrebbero avere. Io so, e quindi posso dirvi, che queste possono ritenersi foto "comuni". Non è mio intento stupire con foto di qualità suprema, di ottimo studio o di grande composizione. I dettagli altrui non m'appartengono.
Quello che ho cercato di fare è di esprimere la mia assenza nel modo migliore che potevo. E non avrei potuto far di meglio, le parole e le immagini del resto sono quello che voglio sempre.

 

se dovessi parlare di te cosa diresti?

Sinceramente preferirei non parlare di me. O meglio, vorrei che fossero le mie foto a parlare per me. Immagino che questo sia molto presuntuoso in quanto questa potrebbe essere la mia prima ed ultima esposizione. Non per questo comunque voglio sproloquiare sulla mia persona, ho un sito apposta, se la gente vuole conoscermi, sa come fare.

 

l'intruduzine di in absentia, e' confusionaria, puoi spiegarla?

Prima c’erano le risate, le parole, i sorrisi, le mani calde;
c’erano le rose blu il giorno di san Valentino, c’erano gli occhi verdi e gli occhiali con la montatura nera
c’erano un maglione blu ed una camicia azzurra.
Poi fu il nero.
E c’erano solo una Charlie ed un’assenza da colmare.
Un’assenza che ti inghiotte, e che ti lacera.
Un’assenza che ti porta al baratro e che ti imprigiona.
Che ti trascina talmente a fondo che la luce non arriva.
L'assenza dalla quale...
Puoi solo uscire.
Questo è:
In Absentia

Permettetemi di dire che non la trovo così confusionaria, ma cercherò comunque di spiegare quanto mi è possibile.
La ragazza ritratta è Charlie, un nome che è associato a me e che io ho donato a lei per questo caso. Quello che Charlie vuole farvi sapere del suo passato è che c'era una persona che lei aveva a cuore, che la faceva stare bene e che all'improvviso non c'è stata più. Il viaggio di Charlie comincia così. Il viaggio nella sua solitudine.

 

C'è qualcuno dietro quest'assenza? Ovviamente ti sei ispirata alla tua vita?

«Si scrive solo di ciò che si conosce», questa frase è stata detta dalla direttrice del museo dedicato a Jane Austen. Sono parole estremamente vere, anche per quanto mi riguarda. Ho iniziato ad amare la scrittura a quindici anni e la fotografia quando ne avevo dodici, all'inizio erano solamente giochi per me. Ma col passare del tempo, le idee mi si sono schiarite e sono giunta alla conclusione che scrivere e fotografare sono le cose che io voglio fare, voglio diventare una fotografastorie.
Come penso si capisca, mi sono ovviamente ispirata alla mia vita e di conseguenza ad una mia perdita. Non ho intenzione di entrare nei dettagli anche perchè farei torto all'altra parte.

 

Pensi che questa tua prima esposizione sarà il tuo trampolino di lancio?

Non esattamente. Io so che cosa voglio fare, e continuerò a farlo a prescindere da quello che succederà dopo. Amo la fotografia e voglio migliorarmi in questo campo e voglio ovviamente continuare a scrivere i miei raccontini, poi, se questo dovesse portarmi ad esporre le mie storie mi sentirei onorata di poterlo fare, ma non pretendo niente. So di non essere la migliore fotografa sulla piazza.

 

Stai lavorando ad un nuovo progetto?

Attualmente no. O meglio, sto scribacchiando qualcosa, ma niente che possa diventare consistente entro breve. Ci sono tante cose che vorrei raccontare e sono certa di poterlo fare, mi basta solo seguire le idee giuste.