disintegration.

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Miryam talks to strangers, thinks her life's in danger.

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  • Studiare latino ha i suoi lati piacevoli

    iam loquaces ore rauco stagna cygni perstrepunt:
    adsonat Terei puella subter umbram populi,
    ut putes motus amoris ore dici munisco,
    et neges queri sororem de marito barbaro:
    illa cantat, nos tacemus. quando uer uenit meum?
    Quando fiam uti chelidon ut tacere desinam?
    perdidi Musam tacendo, nec me Phoebus respicit.
    sic Amyclas, cum tacerent, perdidit silentium.

    cras amet qui numquam amavit quique amavit cras amet.

    Già i cigni ciarlieri strepitano per gli stagni con la roca voce;
    risponde sotto l’ombra del pioppo la fanciulla di Tereo,
    tanto che penseresti che moti d’amore siano espressi con il becco canoro,
    e diresti che la sorella non si lamenti a causa del barbaro marito:
    ella canta, noi taciamo. Quando viene la mia primavera?
    Quando diventerò come la rondine sì da smettere di tacere?
    Ho perduto tacendo la mia Musa, e Febo non si volta più a guardarmi.
    Così Amicla, poiché taceva, il silenzio mandò in rovina.

    Ami domani chi non ha mai amato e chi ha amato ami domani.

    [Pervigilium Veneris, vv. 81-93]


    Postato il giovedì, giugno 3rd, 2010 @ 18:18 sotto la categoria "Citazioni". RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito.




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