disintegration.

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Miryam talks to strangers, thinks her life's in danger.

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  • The end has no end

    Riesci a farti scivolare tante cose addosso, ma non me. E non riesci ad accettarlo. Non so a cosa possa realmente servirmi questa consapevolezza, se non a immaginare che non mi sarà facile mettere la parola fine a questa storia. Non quanto lo è stato tutte le altre volte. Perché per qualche strana ragione tu non ne hai nessuna voglia, e forse neanche io.
    Era davvero iniziato qualcosa. Adesso so di non aver immaginato niente e so di poter parlare di fine. Però è inevitabile pensare agli errori e alle colpe, anche se so di non averne. Forse non era il momento giusto per noi. O forse non importa, perché non avremo mai un momento giusto? È colpa mia se hai capito così poco di me? E se mi avessi capita, se mi avessi vista davvero, le cose sarebbero andate in modo diverso?
    Quelli erano davvero i tuoi occhi. Era davvero il tuo sorriso. Nessuna illusione.
    Mi chiedo cosa sia successo, dopo, per cambiare le cose. Sinceramente non mi importa, perché non mi va di cambiare il passato. Non potrei. L’unica cosa che posso cambiare è il futuro, e non voglio sbagliare.
    E allora perché abbiamo tanto bisogno di fingere che non abbiamo più bisogno di niente, che non ne abbiamo mai avuto bisogno?
    Adesso preferisco non dirti niente, perché sarebbe inutile. Non puoi capirmi, e piuttosto che essere fraintesa preferisco tenermi tutto dentro. E non solo con te, ma con tutti.
    È stata anche colpa tua. Sono arrabbiata con te, sì, ma perché non ti sei mai sforzato di capirmi.
    Non ti sei mai sforzato di capire che avevo davvero bisogno di te. Adesso mi sento solo ridicola, perché ho capito che avrei dovuto avere bisogno solo di me stessa per farcela.
    Non ti sei mai preoccupato particolarmente per me prima, quindi perché dovrei avere bisogno di te ora?
    Ti capisco. È difficile stare a guardare, è difficile accettare che non ti adoro più. È difficile accettare le mie nuove risposte. È più facile lamentarsi e rifugiarsi nel vittimismo.
    È difficile accettare di aver bisogno di qualcuno; averne bisogno davvero, non col tuo modo infantile.
    Prova a capirmi anche tu: è più facile arrabbiarmi che lasciarti vedere come stanno veramente le cose. E che non ho ancora intenzione di lasciar perdere, che voglio ancora andare fino in fondo. Più a fondo e più a fondo e più a fondo. A cercare una risposta che forse non troverò mai. Ma andrò avanti finché non mi stancherò, finché andrà bene così.
    Ma sì, siete liberi di continuare a credermi pazza. Ormai non me ne importa più niente di voi. Ho altro a cui pensare.


    Postato il domenica, gennaio 10th, 2010 @ 20:27 sotto la categoria "No". RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un commento, o un trackback dal tuo sito.




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