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Disintegration è il mio blog e come tale è
perfettamente inutile. Anche io sono perfettamente inutile.
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Citazione da Flux dei Bloc Party.
La foto è mia come tutto il resto.
Sarò eternamente grata ad
Ale per l'host ♥♥♥.
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Can you here the horses?
4 febbraio 2010 @ 12:56 am
È (stato) molto comico questo mio accusare le persone perché non postano seguito dal mio sparimento. Ma non credevo fosse passato così tanto tempo! Lo studio uccide, specialmente quando è disperato. Devo sopravvivere.
In questi giorni, ovviamente, non è successo niente. Cioè, in realtà è successo di tutto. Nella mia testa, però. Ho tutto in testa, ma non riesco a dirlo. O forse il fatto che io non riesca a dirlo significa che in testa non c’è niente? No, forse è solo disordine. Ormai mi secca proprio, pensare. Ho deciso che quando non ce la farò più farò le valigie e mi trasferirò stabilmente altrove. Spero che non sia necessario. Non dipende da me, o forse sì.
Ci sono troppe cose che vorrei. Vorrei aver fatto gli esami. Vorrei sapere che fine ha fatto M., che non sento più proprio ora che avrei davvero bisogno di lui a dirmi di smetterla di fingere e di mettere da parte le forze per percorrere questa lunga strada – o forse, chissà, a dirmi che è fiero di me, proprio lui che mi ha insegnato a combattere. Spero solo che sia davvero felice.
Adesso so cosa voglio. So che devo stare bene prima io e che devo stare bene da sola, perché solo se si sta bene con se stessi si può fare stare bene anche gli altri. Adesso sto bene, e ho qualcosa da recuperare. Il punto è che quando stavo male sapevo esattamente cosa fare, ora che so che sto bene e che voglio recuperare qualcosa non so da dove cominciare. Cioè, lo so, e so che ci vuole tempo – sia per me che per le circostanze – però ho paura del tempo. Perché in realtà sembra sempre che sia troppo presto o troppo tardi. Perché io mi sforzo sempre di capire, ma c’è chi pensa di aver capito tutto e mi dà per scontata. Che mi sente, ma non mi ascolta; che mi vede, ma non mi guarda. Che mi dice qualcosa, ma so che ne pensa un’altra. E parlare è inutile.
Non posso neanche parlare, se non mi dici cosa pensi davvero.
Eh, no, anche questo è troppo difficile da capire.
Prima o poi perderò la pazienza, lo so.
Ecco, lo sapevo: va a finire che parlo sempre di ciò di cui non voglio parlare.
In ogni caso, ho deciso: se va a finire (troppo) male me ne vado da qui. Fuggo. Dico sul serio.
Please get me away from here
17 gennaio 2010 @ 9:07 pm
1. Mi sono rotta di vedere blog non aggiornati. Mi passa la voglia di postare. È tutta colpa di facebook.
2. Sto studiando, sì. Voglio laurearmi al più presto e spero di farcela entro la fine dell’anno. Altrimenti non so cosa faccio.
3. Finalmente ho iniziato il tirocinio! Anche se devo solo osservare (almeno per ora) mi diverto un sacco. Gli alunni torchiati un po’ di meno, immagino. Mi ero dimenticata completamente di cosa fosse l’ansia da fine quadrimestre! Tra le altre cose lo sto facendo proprio nella mia vecchia scuola. Mi sembra di non essermene mai andata da lì! Ho avuto questa sensazione fin dal primo giorno, che proprio per questo è stato il più traumatico. Quando ho salito quelle scale e ho sentito il profumino della sala mensa (cui non avevo mai prestato attenzione, tra l’altro) mi è sembrato di essere ancora a scuola e ho pure pensato “oddio, oggi la prof mi interroga e non sono neanche preparata!”… no comment. Lo so che non sono normale.
4. Dovrei scrivere di più.
5. Odio i saldi. Non si trova mai niente di decente. Ho deciso che starò a vita alla larga dai negozi in tempo di saldi. Le offerte di inizio / metà stagione sono molto meglio.
6. Non riesco più a dormire decentemente. Spero che passi presto.
7. Continuerei all’infinito ma devo andare a cena.
POSTATE NEI VOSTRI BLOG, branco di nullafacenti! è_é
(da che pulpito viene la predica…!)
Why can’t we just rewind?
13 gennaio 2010 @ 10:44 pm
Stasera vorrei tornare indietro. A prima che ci distruggessimo così, quando ancora non ti conoscevo e ogni cosa sapeva di sorpresa. A quando stavo così bene a pensare di aver incontrato una persona così migliore. A quando, semplicemente, avevo ancora fiducia in te.
Un po’ la fiducia di quando ero bambina. Allora per me il mondo era bellissimo ed esattamente come lo immaginavo. Volevo prendere il mondo in mano, ed ero convinta che sarebbe bastato impegnarmi con tutte le forze e con tutto il cuore per farcela.
Ma il tempo passa, i giorni si inseguono, e non si può tornare indietro. Si può solo sperare il meglio per il futuro.
Il futuro può restituirci il passato, almeno un po’?
La metà di gennaio mi è sempre particolarmente fatale. Peggio dei ferragosti.
The end has no end
10 gennaio 2010 @ 8:27 pm
Riesci a farti scivolare tante cose addosso, ma non me. E non riesci ad accettarlo. Non so a cosa possa realmente servirmi questa consapevolezza, se non a immaginare che non mi sarà facile mettere la parola fine a questa storia. Non quanto lo è stato tutte le altre volte. Perché per qualche strana ragione tu non ne hai nessuna voglia, e forse neanche io.
Era davvero iniziato qualcosa. Adesso so di non aver immaginato niente e so di poter parlare di fine. Però è inevitabile pensare agli errori e alle colpe, anche se so di non averne. Forse non era il momento giusto per noi. O forse non importa, perché non avremo mai un momento giusto? È colpa mia se hai capito così poco di me? E se mi avessi capita, se mi avessi vista davvero, le cose sarebbero andate in modo diverso?
Quelli erano davvero i tuoi occhi. Era davvero il tuo sorriso. Nessuna illusione.
Mi chiedo cosa sia successo, dopo, per cambiare le cose. Sinceramente non mi importa, perché non mi va di cambiare il passato. Non potrei. L’unica cosa che posso cambiare è il futuro, e non voglio sbagliare.
E allora perché abbiamo tanto bisogno di fingere che non abbiamo più bisogno di niente, che non ne abbiamo mai avuto bisogno?
Adesso preferisco non dirti niente, perché sarebbe inutile. Non puoi capirmi, e piuttosto che essere fraintesa preferisco tenermi tutto dentro. E non solo con te, ma con tutti.
È stata anche colpa tua. Sono arrabbiata con te, sì, ma perché non ti sei mai sforzato di capirmi.
Non ti sei mai sforzato di capire che avevo davvero bisogno di te. Adesso mi sento solo ridicola, perché ho capito che avrei dovuto avere bisogno solo di me stessa per farcela.
Non ti sei mai preoccupato particolarmente per me prima, quindi perché dovrei avere bisogno di te ora?
Ti capisco. È difficile stare a guardare, è difficile accettare che non ti adoro più. È difficile accettare le mie nuove risposte. È più facile lamentarsi e rifugiarsi nel vittimismo.
È difficile accettare di aver bisogno di qualcuno; averne bisogno davvero, non col tuo modo infantile.
Prova a capirmi anche tu: è più facile arrabbiarmi che lasciarti vedere come stanno veramente le cose. E che non ho ancora intenzione di lasciar perdere, che voglio ancora andare fino in fondo. Più a fondo e più a fondo e più a fondo. A cercare una risposta che forse non troverò mai. Ma andrò avanti finché non mi stancherò, finché andrà bene così.
Ma sì, siete liberi di continuare a credermi pazza. Ormai non me ne importa più niente di voi. Ho altro a cui pensare.
Dovrei dormire di più
5 gennaio 2010 @ 12:10 am
Iniziamo il 2010 bloggesco (?) con un post deficiente.
È il quinto giorno di 2010. Che era iniziato in maniera preoccupante, però alla fine si è risolto tutto per il meglio. Ho passato la serata del primo dell’anno a cantare a squarciagola canzoni molto liberatorie in compagnia. Ho anche giocato a carte e ho vinto contro tredici persone. Ho vinto tipo 8 euro. Non mi succedeva da più di dieci anni una cosa del genere, per cui lo considero un segno di buon auspicio (?). Giovedì inizio il tirocinio. Questo sarà un mese importante. Tutto il 2010 sarà importante, perché in base a ciò che riuscirò a fare mi sentirò un’imbecille per tutta la vita (facciamo solo per un paio d’anni, dai) oppure no.
Niente buoni propositi, perché portano sfiga.
L’altro giorno ho visto una scritta sul muro che mi ha traumatizzata, era una roba tipo “Amore vorrei avere due bocche: una per baciarti e una per sussurrarti quanto ti amo!!!!!!!!!” <- con tanto di !!!!!!!!!!!!!
Ah, questi giovani d’oggi!
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